«Cara Eugenia, scendi dalla cattedra»
intervista di Andrea Marini, da “La Gazzetta di Modena”, 31/10/2008
«Eugenia Rossi ha fatto una scelta legittima, ma non accettiamo lezioni di democrazia interna, di politica nazionale nè rimbrotti su legalità e scelte sul futuro di Modena. Visto che siamo alleati ricordo che l’avversario alle elezioni sarà il centro-destra, non il Pd…». Così il segretario comunale del Pd, Giuseppe Boschini, replica alla sua ex-consigliera fresca di passaggio a Italia dei Valori. Non sono evidentemente piaciuti in casa Pd le dichiarazioni rese alla Gazzetta dalla Rossi ed oggi la replica ferma nella difesa del Pd, ma anche conciliante in vista di strategie elettorali.
Boschini, partiamo dal giudizio non tenero che Eugenia Rossi ha dato della sua esperienza nel Pd.
«Io distinguerei il piano personale da quel politico. Sul piano personale è legittimo che una persona cambi schieramento, lei ha finalmente risolto una sua contraddizione. Quello che riteniamo inaccettabile, è che attribuisca al partito le origini del suo disagio e della sua mancata coerenza sulle posizioni del partito. Del resto Eugenia, non è la prima volta che ha difficoltà nel rapportarsi con la struttura di un partito… Nel merito delle critiche: non è vero che il Pd è la somma di due soggetti, e tanti esempi recenti, dalle primarie fino alla manifestazione del 25 ottobre lo dimostrano. Infine non accettiamo lezioni di democrazia interna. Se lei avesse voluto contribuire al programma per la Modena futura, avrebbe potuto farlo visto che lo facciamo in modo trasparente e lineare con forum e discussioni interne. Non ha voluto essere una voce tra le altre. Ha cercato una visibilità superiore, legittimo. Ma andiamo a vedere come scegliamo noi i segretari e come li sceglie Italia dei valori…»
Rossi ha inserito tra i capisaldi del futuro programma dell’alleanza: rispetto della legalità e lo sviluppo di Modena che non deve essere legata solo ad interessi economici. Non è stato così in questi 5 anni?
«Vogliamo continuare a governare con l’alleanza di centro sinistra, di cui Idv può essere una colonna. Per farlo occorre esprimere, già nei prossimi giorni, un giudizio condiviso sull’esperienza di governo della città, anche con contributi critici purché bene argomentati. Non accettiamo critiche su legalità o intrecci tra economia e politica se non motivati. Altrimenti, Eugenia rischia di cadere nel qualunquismo. Ora aspettiamo l’opinione chiara su questi 5 anni da Idv».
In 5 anni il cammino del gruppo Pd e dell’alleanza è stato travagliato, arrivate a fine mandato con il fiatone. Quali gli errori?
«Non si è sbagliata la gestione del gruppo, sono cambiate molte condizioni politiche. Penso alla nascita del Pd, all’Arcobaleno alla Sd… Una serie di figure sono entrate e uscite non riconoscendo le svolte politiche. Meglio che queste cose avvengano ora, così avremo le condizioni migliori per costruire la nuova alleanza».
Quella della Rossi è l’ultima fuga?
«Ad oggi riteniamo di sì».
Sull’addio della Rossi ha pesato l’ex-Amcm e il conflitto tra la sua opinione e quella del partito. Nel Pd dove finisce la possibilità di pensare con la propria testa e dove inizia l’obbligo di ragionare come il partito?
«Ancora con la storia della disciplina di partito. Non ci sono mai state sanzioni verso chiunque. Anzi abbiamo lavorato su dialogo e mediazione. Sull’ex-Amcm Eugenia ne sa qualcosa. Da sempre cerchiamo una posizione di partito che sia frutto del più ampio confronto interno. Ma se ci si sottrae è inevitabile che emergano posizioni non condivise…»
Presto tratterete l’alleanza con Eugenia Rossi. Come andrà?
«Con Idv c’è un dialogo aperto. Siamo già insieme sul referendum per la scuola. Io credo si possa andare avanti. Ricordo però che l’avversario non sarà il Pd, ma il centro destra…».



