E sui “traditori”: «La politica sappia guardare oltre»
di Gianpaolo Annese
Boschini, sta parlando di una sorta di metropolitana di superficie.
«É un’ipotesi sia chiaro,non c’è ancora nulla di elaborato. Solo noi riteniamo imprescindibile pensare a una città più sostenibile dal punto di vista ambientale e questo non può che avvenire,tra le altre cose,
attraverso un potenziamento del trasporto pubblico.L’idea è allora quella di prendere in considerazione una mobilità pubblica su “sede propria”, sul modello dei filobus:facendo riferimento alla linea 7 che
collega il Policlinico alla stazione ferroviaria,una volta trasferito lo scalo merci a Marzaglia, si potrebbe prolungare questa direttrice,seguendo appunto la via Emilia ovest,utilizzando la ferrovia storica verso la Madonnina e fino all’altezza della Fiera.Così ricompatteremmo, anche grazie a un processo di riqualificazione che sarà presto avviato nel quartiere Madonnina,quel versante con il resto città».
Ma come si fa poi a convincere i cittadini a usarlo questo filobus?
«Non si tratta di convincere. É fondamentale per ottenere il risultato stipulare quello che si può definire un “grande patto con i cittadini”:tutti vogliamo una città meno inquinata, con una migliore qualità dell’aria e con meno traffico, più piste ciclabili,più corsie preferenziali per gli autobus. Bene,questo è possibile solo se si riesce a spiegare ai cittadini il progetto di una città più vivibile visto in tutta la sua complessità e il suo fascino. Il fatto è che non c’è un reale dibattito sul futuro della città. Il problema non sono solo il numero di abitanti in più o le piazze da cambiare:nei forum e negli incontri che facciamo nei circoli vengono fuori riflessioni molto profonde. E da lì che bisogna partire».
Per esempio?
Una città più attenta ai giovani tanto per cominciare.Ogni anno noi ospitiamo diverse migliaia di fuori sede che consideriamo una grande risorsa:e allora diventano importanti le politiche per la casa,i sostegni all’inserimento lavorativo. Così come emergono indicazioni sulla necessità di consumare
meno suolo agricolo, puntando sulla compattezza dei centri urbani:in questo senso s’inserisce il discorso del potenziamento del trasporto pubblico,della puntualità, della velocità,in maniera da ritenere
l’utilizzo del mezzo proprio praticamente superfluo».
Cambiando discorso. In questi giorni abbiamo pubblicato una serie di considerazioni che la base del partito farebbe a proposito di alcuni fuoriusciti, «traditori» è il termine più usato, che un giorno potrebbero arrivare a ricoprire ruoli di primo piano in giunta.
«Tengo a precisare che la politica all’interno del Pd è quella di cui ho parlato prima. Il resto,le alleanze,le strategie,i posti sono aspetti necessari ma del tutto secondari rispetto al laboratorio sulla città che abbiamo avviato. Detto questo, a me non sembra che dai circoli emerga tutto questo astio. Quello che ci viene richiesto per stipulare le alleanze sono garanzie sulla condivisione del programma e sulla governabilità. Certo,come dicono i cantautori,quando ci si lascia è difficile restare amici. Ma la politica anche in questi casi deve saper guardare oltre, rimanere al merito,deve saper mettere da parte i risentimenti, per il bene della città».